Il nostro peccato ci danneggia in due modi. Ci rende colpevoli di fronte a Dio, così che siamo sotto la sua giusta condanna; e ci rende sgradevoli nel nostro comportamento, così che sfiguriamo l'immagine di Dio che si intendeva avremmo dovuto mostrare. Ci condanna alla colpa, e ci sottomette all'assenza di amore.
Il sangue di Cristo ci libera da entrambe le miserie. Soddisfa la giustizia di Dio così che i nostri peccati possono essere giustamente dimenticati. E sconfigge il potere del peccato per renderci soggetti all'amore. Abbiamo visto come Cristo assorbe l'ira di Dio e toglie via la nostra colpa. Ma ora come il sangue di Cristo ci libera dalla schiavitù del peccato?
La risposta non è che egli è un potente esempio per noi, e ci ispira a liberarci dall'egoismo. Oh, sì, Gesù è un esempio per noi. E uno molto potente. Chiaramente voleva dirci di imitarlo: "Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate l'un l'altro: così come io ho amato voi, anche voi doveto amarvi l'un l'altro" (Giovanni 13:24). Ma l'invito all'imitazione non è il potere della liberazione. C'è qualcosa di più profondo.
Il peccato è un'influenza così potente sulle nostre vite che dobbiamo essere liberati dalla potenza di Dio, non attraverso la nostra forza di volontà. Ma siccome siamo peccatori dobbiamo chiederci, la potenza di Dio è diretta alla nostra liberazione o alla nostra condanna? Qui subentra la sofferenza di Cristo. Quando Cristo morì per rimuovere la condanna, aprì la valvola della potente grazia del paradiso, in modo che potesse scorrere in favore della nostra liberazione dal potere del peccato.
In altre parole, salvezza dalla colpa del peccato e dall'ira di Dio dovettero precedere la salvezza dal potere del peccato attraverso la pietà di Dio. Le parole cruciali della Bibbia per dire questo sono: giustificazione precede a assicura la santificazione. Sono due cose diverse. Una è la dichiarazione istantanea (non colpevole!); l'altra è una trasformazione che avviene via via.
Ora, per coloro che hanno fede in Cristo, la potenza di Dio non è al servizio della sua ira che condanna, ma al servizio della sua grazia che libera. Dio ci dà questa potenza per cambiare attraverso la persona del suo Spirito Santo. Ecco perché la bellezza dell' "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, gentilezza, autocontrollo" è chiamata "il frutto dello spirito" (Galati 5:22-23). Ecco perché la Bibbia può fare una stupefacente promessa: "Il peccato non avrà potere su di voi, poiché non siete sotto la legge ma sotto la grazia" (Romani 6:14). Essere "sotto la grazia" assicura che l'onnipotente potenza di Dio distrugge la nostra mancanza di amore (non tutta insieme, ma progressivamente). Non siamo passivi nella sconfitta del nostro egoismo, ma neppure siamo in possesso della forza decisiva. E' la grazia di Dio. Per questo il grande apostolo Paolo diceva, "Ho lavorato più duramente di tutti loro, sebbene non fossi io, ma la grazia di Dio che era in me" (1 Corinti 15:10). Possa il Dio di tutta la grazia, attraverso la fede in Cristo, liberarci sia dalla colpa che dalla schiavitù del peccato.