Al cuore della Cristianità è la verità che noi siamo perdonati e accettati da Dio, non perché abbiamo compiuto opere buone, ma al fine renderci capaci e zelanti per compierle. La Bibbia dice, "[Dio] ci ha salvato... non a causa delle nostre opere" (2 Timoteo 1:9). Le opere buone non sono il fondamento della nostra accettazione, ma il frutto di essa. Cristo soffrì e morì non perché gli presentammo opere buone, ma morì "per purificare per se stesso un popolo ... zelante nelle opere buone" (Tito 2:14).
Questo è il significato della grazia. Non possiamo ottenere uno stato di giustizia davanti a Dio a causa delle buone opere. Deve essere un dono gratuito. Possiamo soltanto riceverlo per fede, serbandolo come nostro grande tesoro. Ecco perché la Bibbia dice, "Per grazia siete stati salvati per mezzo della fede. E questo non è opera nostra; è il dono di Dio, non un risultato delle opere, così che nessuno possa vantarsene" (Efesini 2:8-9). Cristo soffrì e morì così che le opere buone sarebbero state l'effetto, non la causa, del nostro essere accetti.
Non c'è da sorprendersi, allora, se la frase successiva dice, "Giacché noi siamo ... creati in Cristo Gesù per le opere buone" (Efesini 2:10). Cioè, siamo salvati al fine delle opere buone, non per causa di esse. E l'obiettivo di Cristo non è la mera capacità di compierle, ma la passione per compierle. Ecco perché la Bibbia usa la parola "zelante." Cristo morì per renderci "zelanti nelle opere buone." Zelo significa passione. Cristo non morì per rendere le opere buone semplicemente possibili o per produre una occupazione "a mezzo cuore". Morì per produrre in noi una passione per le opere buone. La purezza cristiana non è semplicemente evitare il male, ma la ricerca del bene.
Ci sono delle ragioni per le quali Gesù pagò l'infinito prezzo per produrre la nostra passione per le opere buone. Egli diede la ragione principale in queste parole: "Fate che la vostra luce splenda di fronte ad altri, così che essi possano vedere le vostre opere buone e dare gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Matteo 5:16). Dio è mostrato glorioso per mezzo delle opere dei Cristiani. Per quella gloria Cristo soffrì e morì.
Quando il perdono e l'accettazione di Dio ci hanno liberato dalla paura e dall'orgoglio e dall'avidità, siamo riempiti con uno zelo per amare gli altri nel modo in cui siamo stati amati. Rischiamo i nostri beni e le nostre vite poiché siamo sicuri in Cristo. Quando amiamo gli altri in questo modo, il nostro comportamento è contrario all'umano potenziamento di se stessi, all'umana presevazione di se stessi. L'attenzione è quindi spostata al nostro Tesoro e Sicurezza che trasforma la vita, cioè, Dio.
E quali sono queste "buone opere"? Senza limitare la loro classificazione, la Bibbia intende principalmente aiutare persone in stato di urgente necessità, specialmente quelli che possiedono meno e soffrono di più. Per esempio, la Bibbia dice, "Che il nostro popolo impari a dedicarsi alle opere buone, così da dare aiuto in casi di urgente necessità" (Tito 3:14). Cristo morì per fare di noi persone di questo tipo - appassionate nell'aiutare i poveri e i morenti. E' la vita migliore, non importa quanto ci costi in questo mondo: essi ricevono aiuto, noi gioia, Dio gloria.