L'imitazione non è salvezza. Ma la salvezza porta all'imitazione. Cristo non ci è dato prima come modello, ma come Salvatore. Nell'esperienza del credente, prima viene il perdono di Cristo, quindi il modello di Cristo. Nell'esperienza di Cristo stesso, essi hanno luogo contemporaneamente: la stessa sofferenza che perdona i nostro peccati fornisce il nostro esempio di amore.
Infatti, solo quando facciamo esperienza del perdono di Cristo egli può diventare un modello per noi. Questo appare non corretto, perché le sue sofferenze furono uniche. Non possono essere imitate. Nessuno oltre al Figlio di Dio può soffrire "per noi", nel modo in cui fece Cristo. Egli portò i nostri peccati in un modo che nessun altro potrebbe fare. Fu una vittima sostitutiva. Non potremo mai duplicare questo. Fu una volta per tutte, il giusto per gli ingiusti. La sofferenza divina e sostitutiva per i peccatori non può essere imitata.
Tuttavia, questa sofferenza unica, dopo aver perdonato e giustificato i peccatori, li trasforma in persone che agiscono come Gesù - non come lui nel perdonare, ma come lui nell'amare. Come lui, nel soffrire per fare del bene agli altri. Come lui, nel non restituire male per male. Come lui, nell'umiltà e nella mitezza. Come lui, nella sopportazione paziente. Come lui, nel servire. Gesù soffrì per noi in modo unico, così che potessimo soffrire con lui nella causa dell'amore.
L'apostolo di Cristo, Paolo, disse che la sua ambizione era prima partecipare alla giustizia di Cristo attraverso la fede, e poi partecipare alle sue sofferenze nel ministero. "[Possa io] essere trovato in [Cristo], non avendo una giustizia mia propria che viene dalla legge, ma quella che viene attraverso la fede in Cristo ... che io possa ... condividere le sue sofferenze, divenendo come lui nella sua morte" (Filippesi 3:9-10). La giustificazione precede e rende possibile l'imitazione. La sofferenza di Cristo per la giustificazione rende possibile la nostra sofferenza per la proclamazione. La nostra sofferenza per gli altri non rimuove l'ira di Dio. Mostra il valore della rimozione dell'ira di Dio per mezzo della sofferenza di Cristo. Indirizza le persone a lui.
Quando la Bibbia ci chiama a "soffrire ogni cosa per amore degli eletti, così che anche essi possano ottenere la salvezza che è in Cristo Gesù" (2 Timoteo 2:10), intende che la nostra imitazione di Cristo indirizza le persone a colui che solo può salvare. Quindi, imitiamo il suo amore, ma non prendiamo il suo posto.