Cristo morì per creare compagni sulla strada del Calvario. Calvario è il nome della collina dove fu crocefisso. Sapeva che il sentiero della sua vita lo avrebbe infine condotto lì. Infatti, "egli si diresse lì decisamente" (Luca 9:51). Nulla avrebbe ostacolato la sua missione di morire. Sapeva dove e quando essa doveva compiersi. Quando qualcuno lo mise in guardia, sulla strada per Gerusalemme, che egli era in pericolo per Re Erode, egli sdegnò l'idea che Erode potesse far fallire il piano di Dio. "Andate e dite alla volpe, 'Guarda, io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno terminerò il mio percorso'" (Luca 13:32). Tutto stava procedendo secondo i piani. E quando la fine giunse e la folla lo arrestò la notte prima che morisse, egli disse loro, "Tutto questo è avvenuto così che potessero compiersi le Scritture dei profeti" (Matteo 26:56).
In un certo senso, la strada del Calvario è dove ciascuno incontra Gesù. E' vero che egli ha già percorso la strada, ed è morto, e resuscitato, e ora regna nel cielo fino al suo ritorno. Ma quando Cristo incontra una persona oggi, è sempre sulla strada del Calvario - sulla via della croce. Ogni volta che incontra qualcuno sulla strada del Calvario egli dice, "Se qualcuno vuole seguirmi rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e venga dietro a me" (Luca 9:23). Quando Cristo andò alla croce, il suo scopo era chiamare un grande gruppo di credenti dietro di lui.
La ragione di questo non è che Gesù deve morire di nuovo oggi, ma che noi dobbiamo farlo. Quando ci invita a prendere la nostra croce, intende venire a morire. La croce era un luogo di esecuzione orribile. Sarebbe stato impensabile ai giorni di Gesù indossare una croce come un gioiello. Sarebbe stato come indossare una sedia elettrica in miniatura o un cappio da forca. Le sue parole dovettero avere un effetto terrificante: "chiunque non prende la sua croce e mi segue non è degno di me" (Matteo 10:38).
Così oggi le parole appaiono più misurate. Esse significano almeno che quando io seguo Gesù come mio Salvatore e Signore, il vecchio essere, auto-determinato, assorbito in se stesso deve essere crocefisso. Ogni giorno devo riconoscermi morto al peccato e vivo per Dio. Questo è il sentiero della vita: "Considertatevi morti al peccato e vivi per Dio in Cristo Gesù" (Romani 6:11).
Ma essere compagni sul Calvario significa di più. Significa che Gesù morì così che avremmo avuto la volontà di portare il suo obbrobbrio. "Gesù ... soffrì fuori dalle porte ... Quindi andiamo a lui uscendo dal campo e portiamo l'obbrobbrio che egli patì" (Ebrei 13:12-13). Ma non soltanto l'obbrobbrio. Se necessario, il martirio. La Bibbia illustra in questo modo alcuni seguaci di Cristo: "Ma essi hanno sconfitto [Satana] attraverso il sangue dell'Agnello e attraverso la parola della loro testimonianza, poiché non amarono le loro vite, addirittura fino alla morte" (Apocalisse 12:11). Così l'Agnello di Dio versò il suo sangue in modo che potessimo sconfiggere il diavolo avendo fede nel suo sangue e spargendo il nostro. Gesù ci chiama alla strada del Calvario. E' una vita dura e buona. Venite.