La Bibbia non vede i nostri corpi come cattivi. La Cristianità non è come le antiche religioni greche che trattavano il corpo come un fardello da cui liberarsi con gioia. No, la morte è un nemico. Quando i nostri corpi muoiono, perdiamo qualcosa di prezioso. Cristo non è contro il corpo, ma per il corpo. La Bibbia è chiara a proposito di questo: "Il corpo non è inteso per l'immoralità sessuale, ma per il Signore, e il Signore per il corpo" (1 Corinti 6:13). Questa è un'affermazione meravigliosa: Il Signore è per il corpo!
Ma non dobbiamo spingerci troppo avanti a dire che senza corpo non possiamo avere vita e coscienza. La Bibbia non insegna questo. Cristo morì non soltanto per redimere il corpo, ma anche per legare l'anima così vicino a lui che, anche senza il corpo, siamo con lui. Questo è un enorme conforto nella vita e nella morte, e Cristo morì così che potessimo gioire di questa speranza.
Da una parte la Bibbia parla della perdita del corpo con la morte come di una sorta di nudità dell'anima: "Mentre ancora siamo in questa tenda [=il corpo], gemiamo ... non che vorremmo essere svestiti, ma che vorremmo essere ulteriormente vestiti" (2 Corinti 5:4) In altre parole, preferiremmo muoverci direttamente da qui al corpo della resurrezione senza intermezzo, quando i nostri corpi sono nella tomba. Questo è ciò che proveranno coloro che saranno vivi quando Cristo tornerà dal cielo.
Ma dall'altra parte la Bibbia celebra l'intermezzo, quando le nostre anime sono in paradiso e i nostri corpi nella tomba. Questo non rappresenta la gloria finale, ma è glorioso. Leggiamo, "Vivere è Cristo, e morire un guadagno" (Filippesi 1:21). "Guadagno"! Sì, perdita del corpo per una ragione. In un serto senso, "svestito." Ma più di ogni altra cosa, "guadagno"! Perché? Perché la morte per i Cristiani significherà tornare a casa da Cristo. Come l'apostolo Paolo dice, "Il mio desiderio è dipartire ed essere con Cristo, poiché questo è molto meglio" (Filippesi 1:23).
"Molto meglio"! Non tuttavia in tutti i sensi il meglio. Quello verrà quando il corpo è resuscitato in salute e gloria. Ma ancora "molto meglio." Saremo con Cristo in un modo che è più intimo, più "a casa." Così i primi Cristiani dicevano, "Preferiamo essere lontani dal corpo e a casa con il Signore" (2 Corinti 5:9). Quelli di noi che credono in Cristo non escono dall'esistenza quando muoiono. Non andiamo in una sorta di "sonno dell'anima" Andiamo per essere con Cristo. Siamo "a casa." E' "molto meglio." E' un "guadagno."
Questa è una delle grandi ragioni per le quali Cristo soffrì. "[Egli] morì per noi così che, desti o addormentati, potessimo vivere con lui" (1 Tessalonicesi 5:10). Come nel sonno, il corpo giace lì nella tomba. Ma noi viviamo con Cristo in paradiso. Questa non è la nostra speranza finale. Un giorno il corpo sarà resuscitato. Ma in mancanza di questo, essere con Cristo è prezioso al di là di quanto le parole possono esprimere.